La scommessa di AstraZeneca

Quando il board di AstraZeneca, guidato dal CEO Pascal Seriot, ha respinto il tentativo da $69bn di acquisizione da parte di Pfizer, ha promesso agli investitori che il gruppo sarebbe diventato il leader del settore oncologico e che il fatturato raggiungerà i $45bn pa entro il 2023. La scommessa fatta da Soriot, avrà il suo momento di veritá quando tra poche settimane verranno resi noti i risultati del trial clinico Mystic, che ha valutato l’efficacia della terapia combinata Imfinzi con tremelimumab nel trattamento di una classe di tumori. Se il trial si rivela positivo l’intera pipeline del gruppo guadagnerebbe la fiducia degli investitori e di riflesso anche l’idea di curare il cancro con la immunoterapia. Proprio la pipeline del gruppo è la maggiore fonte di preoccupazione degli investitori perchè essa é fortemente orientata verso l’immunoterapia, con 4 nuove molecole che hanno un potenziale totale di $6bn (2023) e che sono Benralizumab, ZS-9, Acalabrutinib e Durvalumab. La ricca pipeline dovrà bilanciare il crollo di fatturato previsto a causa della perdita di protezione brevettuale a cui vanno incontro i tre blockbuster Crestor, Nexium e Seroquel. Secondo stime della stessa AstraZeneca i tre prodotti genereranno nel 2017 $4bn ma solo ca. $2.7bn nel 2023. In un’intervista al FT, Soriot ha dichiarato che l’azienda punta molto sui risultati di Mystic ma se gli i risultati dovessero essere inferiori alle attese non sarebbe una completa sconfitta per AstraZeneca, perchè il gruppo conta su una ampia pipeline, tra cui anche la monoterapia Imfinzi.
(Fonte FT)