Il prezzo della solitudine

Stare soli fa male, è la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori della Brigham Young University guidati da Julianne Holt-Lunstad e che hanno analizzato i dati di due importanti meta-analisi. La prima analisi ha riguardato 148 studi con un totale di oltre 300000 partecipanti, mentre la seconda analisi riguarda 70 studi con dati di 3.4m di persone in 4 continenti. Entrambe le analisi hanno cercato di esaminare il ruolo della solitudine su salute e aspettative di vita, e la conclusione è che le persone con molti contatti sociali ed un esteso network hanno il 50% di possibilità in meno di andare incontro a morte prematura. I ricercatori hanno anche trovato notevoli differenza in termini di aspettativa di vita tra le persone che vivono da sole e quelle che vivono in famiglia. Julienne Holt-Lunstad ha presentato i risultati al congresso della Psycology American Associatiation che si sta tenendo a Washington. Il titolo della presentazione è “Loneliness: A Growing Public Health Threat” e ha evidenziato che la solitudine é una causa di morte prematura come l’obesità. Durante la presentazione Holt-Lunstad ha messo in relazione i dati ottenuti con la realtà americana, dove un quarto della popolazione vive da sola e dove vi sono 42.5m di persone (>45 anni) che dichiarano di soffrire di solitudine cronica.
(Fonte APA)