Supplementazione di calcio e demenza: esiste un legame?

Una nuova ricerca condotta in Svezia, pubblicata online in Neurology, suggerisce che l’assunzione di una supplementazione di calcio in donne anziane per prevenire l’insorgenza di osteoporosi potrebbe aumentare il rischio di demenza. Gli scienziati, autori dello studio, sottolinenano però la necessità di osservazioni condotte su un campione più ampio per avere l’eventuale conferma di queste ipotesi. La supplementazione con prodotti a base di calcio rappresenta infatti la modalità di intervento più utilizzata per al prevenzione in questo ambito. Lo studio è stato condotto prendendo in considerazione 700 donne che non presentavano segni di demenza, di età compresa tra i 70 e i 92 anni. Dal 2001 al 2009 sono state sottoposte a test per valutarne l’abilità cognitiva e la memoria. 447 donne sono state sottoposte a tomografia computerizzata cerebrale al baseline e ulteriori dati sono stati raccolti per coloro che assumevano calcio. In particolare, tra coloro che erano state sottoposte a TAC, il 71% mostrava segni di danno alla materia bianca cerebrale, fattore considerato un marker per lo sviluppo di malattia cerebrovascolare. Esistono però alcune perplessità riguardo all’effettivo risultato di questo studio da parte degli stessi sperimentatori. E’ stato notato che alimenti ricchi di calcio vengono fisiologicamente utilizzati in modo diverso rispetto al calcio introdotto attraverso l’integrazione e possano peraltro svolgere un’azione protettiva a livello cerebrale. Inoltre, molti studi hanno mostrato che non esiste associazione tra la supplementazione di calcio e l’aumento del rischio di eventi vascolari. L’ipotesi che lo studio svedese pone riguarda la possibilità che un surplus di calcio possa in qualche modo danneggiare i neuroni, dato che il calcio stesso appare determinante nei meccanismi di insorgenza di morte cellulare.
(Fonte NutraIngredients)