Vitamina D e cefalea, nuovi risultati

Sono stati pubblicati nella rivista Scientific Reports i risultati di uno studio che prende in esame il link tra insufficienza di vitamina D e cefalea nel sesso maschile. In letteratura esistono precedenti ricerche al riguardo, ma fino ad ora, i risultati non avevano consentito di trarre alcuna ipotesi, soprattutto per il campione poco numeroso di soggetti sottoposti agli studi. Gli autori della ricerca appena pubblicata hanno rivolto la loro attenzione alla popolazione che vive in Finlandia. E' stata considerata una coorte di 2600 soggetti di sesso maschile, di età compresa tra i 42 e i 60 anni, arruolati per lo studio KIHD. I soggetti considerati, studiati per una valutazione del rischio cardiovascolare, sono stati sottoposti ad uno screening al baseline che comprendeva anche la concentrazione di 25(OH)D, che per il gruppo in studio era pari a 43.4 nmol/L, valore che è stato riscontrato nel 67.9%. I partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi a seconda dei livelli di vitamina D (<28.9 nmol/L, da 28.9 a 40.1 nmol/L, da 40.2 a 55.0 nmol/L e >55.0 nmol/L). Ciò che si è osservato è che i soggetti con livelli minori di vitamina D riportavano mal di testa più frequentemente di coloro che mostravano livelli di vitamina D maggiori. Le osservazioni possono contenere alcuni bias e riguardano comunque il sesso maschile e per questo non possono essere facilmente considerati per la popolazione femminile. Per questo motivo, sono necessari studi più ampi per poter esaminare al meglio questa connessione e se un'eventuale supplementazione di vitamina D possa o meno dare un beneficio. In particolare, è attualmente in corso lo studio, della durata di cinque anni, il Finnish Vitamin D (FIND) trial, che ha arruolato 2500 persone, metà delle quali di sesso femminile, e studierà gli effetti di una supplementazione giornaliera di 40 o 80 μg di vitamina D. I risultati sono previsti per il 2018. (Fonte Medscape)