Alzheimer: molti investitori e big pharma rimangono ottimisti nonostante i recenti insuccessi

Nonostante la decisione annunciata da Pfizer domenica e di Axovant lunedì di abbandonare il settore terapeutico dell’Alzheimer e nonostante i deludenti trial clinici presentati da Merck & C., Eli Lilly e Lundbeck vi sono aziende ed investitori che credono ancora nel settore. Roche, Biogen, TauRx ed Eli Lilly LLY stanno ancora lavorando a nuove soluzioni terapeutiche e vi sono startups come Denali Therapeutics e Verge Genomics, che hanno attratto considerevoli capitali per finanziare le loro ricerche. Anche gli enti governativi non hanno abbandonato il settore ed infatti il National Institutes of Health ha finanziato nel 2017 con ben $1.35bn le ricerche per una cura. Le aziende sembrano ora spostare il loro focus dalla teoria delle placche amiloidi allo studio dei primi segnali dell’insorgenza della malattie attraverso nuove tecniche diagnostiche. Biogen ha un approccio rivoluzionario e infatti ha sviluppato un anticorpo (aducanumab) che va a stimolare la microglia per farla reagire alle placche. Interessante anche l’annuncio di Johnson & Johnson, la quale ha firmato un accordo di cooperazione con University of Pennsylvania che mira all’utilizzo di una terapia genica per la cura della demenza.
(Fonte WSJ)