Analisi delle pipelines in ambito diabete

La World Health Organization (WHO) stima in 385 milioni le persone affette da diabete nel mondo. La patologia sta ormai assumendo il carattere di pandemia, considerate anche le proiezioni di crescita dei prossimi anni: secondo la International Diabetes Federation, si ritiene che il numero di pazienti salirà fino a 592 milioni nel 2035. Il trattamento del diabete necessita di un approccio personalizzato e disegnato sulle caratteristiche di ogni paziente e la ricerca in questo settore ha consentito di mettere a disposizione della classe medica più possibilità terapeutiche che permettono di rispondere ai bisogni di ogni diabetico. Le opzioni terapeutiche presenti e future nascono nelle pipelines delle aziende farmaceutiche e biotecnologiche impegnate in questo ambito, le quali stanno lavorando per offrire nuove classi di farmaci o di terapie e perfezionando la farmacocinetica o esplorando diverse vie di somministrazione per classi di farmaci già esistenti.
La danese Novo Nordisk, accolte le recenti approvazioni in Europa di Tresiba (insulina degludec) e Ryzodeg (insulina degludec e aspart) ed in attesa di un responso conclusivo circa Xultophy (IDegLira), ha in sviluppo una nuova formulazione dell’insulina Aspart, ultraveloce, un nuovo analogo GLP-1 settimanale (semaglutide) e, in Fase II, NN9924, un analogo GLP-1 long acting orale, al quale si affiancano altre tre molecole in Fase I, con le quali Novo sta esplorando questo tipo di terapia e via di somministrazione. L’utilizzo della via orale è cruciale anche per NN1953, insulina basale in compresse, interessantissima possibilità che Novo contende con Oramed, azienda israeliana che sta seguendo lo sviluppo in Fase IIa della propria insulina orale, una via di somministrazione che diventerebbe essenziale per aumentare l’aderenza e la compliance dei pazienti alla terapia.
Sanofi, dopo aver raccolto il successo con Lantus nell’ultimo decennio, offrendo una possibilità terapeutica essenziale e quasi imprescindibile per il controllo glicemico, è attualmente in attesa di approvazione per Toujeo, nuovo analogo basale, pronto a raccogliere l’eredità di glargine, ed è impegnata con Lixumia (lixisenatide) nel mercato dei GLP1. L’azienda francese possiede, inoltre, un programma di sviluppo di Fase I per le insuline biosimilari. In questo ambito, il biosimilare di glargine, nato dalla collaborazione tra Eli Lilly e Boehringer Ingelheim, è stato appena approvato in Europa. Stessa strada sta seguendo MSD, che sta sviluppando MK-1293 in collaborazione con Samsung Bioepis, anch’esso biosimilare di glargine.
Eli Lilly, d’altro canto, dopo la recente approvazione di empagliflozin, attende il verdetto su dulaglutide e sta sviluppando in Fase III la basale PegLispro. Interessanti le possibilità che l’azienda americana sta esplorando in Fase II: parliamo di due prodotti sperimentali, LY2409021, un antagonista del recettore del glucagone, destinato alla terapia del diabete di tipo 2, ed LY2944876, definito come entità biologica coagonista sul recettore del GLP-1 e del glucagone.
Le pipelines di MSD e AstraZeneca, propongono un certo numero di molecole destinate al trattamento del diabete di tipo 2, prevalentemente prodotti appartenenti alle classi deigli inibitori DPP-4, SGLT2 ed analoghi del GLP-1.
Una nuova opzione terapeutica, invece, è attualmente in Fase (II) della pipeline di GlaxoSmithKline: indicato con la sigla 2330672, è un inibitore del trasportatore sodio-dipendente apicale degli acidi biliari (ASBT). Studiati come possibili ipocolesterolemizzanti, questi prodotti si sono rivelati efficaci nella riduzione della glicemia in modelli animali con diabete di tipo 2.
Mannkind offre attualmente un’interessante possibilità terapeutica con Afrezza, insulina inalatoria che ha recentemente incassato l’approvazione di FDA e viene proposta in sostituzione dei boli prandiali.
Entusiasmanti segnali vengono infine dalle ricerche sulle cellule staminali. In questo ambito, il 17 luglio, Viacyte, azienda focalizzata nello sviluppo di una terapia di sostituzione cellulare nel trattamento del diabete, ha presentato una richiesta ad FDA per iniziare la Fase I/II in pazienti con diabete di tipo 1 per VC-01, opzione terapeutica che consiste di cellule pancreatiche progenitrici (PEC-01), derivanti da cellule staminali embrionali, incapsulate con il sistema di rilascio Encaptra. Impiantate sottocute, le cellule di PEC-01 sono progettate per maturare e differenziarsi in cellule beta in grado di produrre insulina ed in altre cellule endocrine in grado di concorrere nella regolazione della glicemia.
(Archivio GoINPHARMA)