Antibiotici, tendenze e prospettive

Il mondo della medicina da tempo sta combattendo una battaglia contro le infezione batteriche, tentando di utilizzare gli antibiotici ancora efficaci in modo più mirato, ma sono necessarie nuove terapie che sostituiscano i farmaci verso i quali i microorganismi hanno sviluppato resistenza. Negli ultimi dieci anni sono state approvate poche molecole e gli esperti sottolinenano come non ci siano, in sviluppo, farmaci a sufficienza per contrastare la problematica. Dal 2000 al 2014, infatti, solo 9 nuovi antibiotici sono stati approvati da FDA, contro i 20 approvati tra il 1990 ed il 1999 e 43 nei dieci anni precedenti. Gli elementi sui quali agire, identificati per migliorare la situazione attuale, sono, innanzitutto, delle normative, richieste dagli enti regolatori, chiare e ragionevoli, un miglior approccio da parte dei ricercatori nella scoperta e nello sviluppo delle nuove molecole e una valutazione corretta dell'innovazione apportata dai nuovi farmaci da parte della salute pubblica. La maggior parte dei progressi attuali sono ascrivibili agli enti regolatori: FDA, ad esempio, a differenza di altre aree terapeutiche, considera come ottimi predittori di attività antibiotica anche i modelli preclinici, permettendo, inoltre, alle aziende di condurre studi clinici meno ampi in ambiti per i quali non ci sono soluzioni terapeutiche precise e consentirà di combinare dati di attività su differenti tipi di infezione. Al contempo, l'Agenzia statunitense ha introdotto degli incentivi per le aziende che producano QIDP (qualified infectious disease product), con una review accelerata e una esclusività extra sul mercato di cinque anni aggiuntivi. A maggio è stata approvata la prima molecola, la dalbavancina, prodotta da Durata Therapeutics, che ha usufruito di questo tipo di designazione. L'azienda ha stretto un accordo con Angelini il 30 luglio scorso per la commercializzazione dell'antibiotico in 36 stati, inclusa l'Italia, a fronte di un pagamento di Angelini di $15 milioni e ulteriori $10 milioni al momento dell'approvazione da parte di EMA. Altre aziende si stanno impegnando in questo settore, che per molti anni, a fronte di uno sforzo di ricerca molto importante, ha visto una concretizzazione molto bassa nella scoperta di nuove terapie efficaci. Attualmente, si sta intraprendendo un approccio più mirato, anche grazie alla sequenziazione del genoma di molti batteri ed alla migliore comprensione dei meccanismi di comunicazione tra i microorganismi. Molte aspettative sono riposte nel settore degli anticorpi, che, grazie alla loro elevata selettività potenziale, potrebbero agire solo su determinati batteri, preservando il microbioma essenziale per la funzionalità fisiologica. Utilizzare questa selettività presenta alcuni problemi a causa dell'elevata variabilità dei microrganismi; per questo motivo, alcune ricerche si stanno rivolgendo alla neutralizzazione delle tossine prodotte dai batteri. A questo sta lavorando MSD, con uno dei programmi di R&D più avanzati, conducendo la sperimentazione di due anticorpi che neutralizzano due tossine prodotte dal Clostridium difficile. Lo stato dell'arte attuale vede comunque nove aziende impegnate nella Fase III di sviluppo in ambito antinfettivo: Achaogen (plazomicina), Actelion (cadazolid), AstraZeneca (CAZ-AVI), Basilea Pharmaceutica (ceftobiprole), Cempra Pharmaceuticals (solithromycin), Cubist Pharmaceuticals (surotomycin), Melinta Therapeutics (delafloxacin), MSD (MK-3415; MK-6072) e Tetraphase Pharmaceuticals (eravacycline). Cubist attende peraltro il risultato della review di FDA su ceftolozane/tazobactam, progettato per il trattamento delle infezioni del tratto urinario e per le infezioni intraddominali complicate ed ha ricevuto lo scorso giugno l'approvazione dell'Agenzia per tedizolid. (Fonte ACS; Durata press release)