Autosomministrazione dei farmaci: quanti pazienti la eseguono in modo efficace?

Un nuovo studio condotto alla University of Texas Medical Branch a Galveston mostra che la maggioranza dei pazienti spesso non è in grado di utilizzare in modo corretto i dispositivi, tra i quali gli inalatori o gli autoiniettori per la somministrazione dei farmaci, come ad esempio EpiPen di Mylan, con un rilascio meno efficace dei principi attivi e una minore aderenza alla terapia. Sulla base di una indagine che mostrerebbe come i pazienti siano troppo sicuri di saper utilizzare tali dispositivi, gli autori dello studio hanno osservato più di 145 pazienti nell'utilizzo dei device nei loro ospedali. Nel caso di utilizzo dell'autoiniettore, solo il 16% dei pazienti era in grado di utilizzare il dispositivo in modo adeguato, mentre più della metà di loro non seguiva la procedura in modo corretto. Tra gli errori più comuni commessi dai pazienti, è stato osservato che le persone non attendevano i canonici 10 secondi, necessari per la somministrazione completa del farmaco, mantenendo il device nel sito di somministrazione oppure la pressione applicata era insufficiente per eseguire effettivamente l'iniezione. Nell'utilizzo degli inalatori, è stato osservato che solo il 7% dei pazienti utilizzava la tecnica di respiro appropriata, con quasi i due terzi dei soggetti considerati che non eseguivano più di tre passaggi, anche se, nonostante ciò, i pazienti ricevevano almeno in parte la terapia. Le aziende sono comunque attive per diminuire questo problema. Boehringer Ingelheim, ad esempio, sta testando l'uso dei suoi inalatori Respimat utilizzando un sensore per poterne monitorare il corretto utilizzo. Mylan, nel proprio sito, ha pubblicato un video che mostra i passaggi per poter utilizzare correttamente l'inalatore ed i pazienti hanno la possibilità di richiedere un training personalizzato. (Fonte FierceDrugDelivery)