Buona seconda trimestrale per Solvay ma non tutti i dubbi sono fugati

Il colosso chimico belga Solvay ha presentato i risultati finanziari relativi al secondo trimestre e prima metà dell’anno. Le vendite sono aumentate del 2% (H1 2014 vs 2013), con un forte recupero del mercato statunitense, che rappresenta un quarto del fatturato del gruppo e che nel primo trimestre aveva mostrato una considerevole debolezze a causa dell’inverno rigido. L’Europa è in leggerissima crescita e questa è una buona notizia per il gruppo belga, perchè il continente europeo conta per un terzo delle entrate. Molto negativa è la situazione in Sudamerica, soprattutto in Brasile. Come per tutti i gruppi Europei anche i risultati di Solvay soffrono a causa dell’euro forte. Il CFO del gruppo stima che per il 2014 l’effetto negativo sarà dell’ordine del 60% . L’REBITDA del gruppo è salito nel primo semestre di un 6% rispetto al 2013 e ha raggiunto i €377m. Il Capex continua a rimanere molto alto ed è previsto dell’ordine di €850m per l’intero anno. Nel presentare i risultati alla comunità finanziaria, il CEO Clamadieu ha citato le buone performance dei prodotti legati all’automotive (silica in primis), alle specialità polimeriche e al settore che in Solvay è chiamato Smart Devices. Con l’occasione Clamadieu ha anche aggiornato sulla andamento positivo del processo di integrazione Chemlogics (Oil & Gas, Fracking), recentemente acquisita e la dismissione del settore del PVC e della divisione Eco Services. Nonostante questo, le azioni di Solvay hanno perso quasi il 5% del loro valore dall’annuncio e questo perchè la comunità degli investitori è preoccupata dal crescente debito del gruppo netto che ha raggiunto nel secondo trimestre i €313m.
(Fonte Solvay)