Chi ha guadagnato e chi ha perso in borsa dopo l’ASCO

Si è da poco concluso il congresso più importante per l'oncologia, l'ASCO, svoltosi a Chicago dal 29 maggio al 2 giugno ed è interessante vedere come i mercati hanno valutato le aziende che hanno presentato i risultati delle loro ricerche. L'azienda che sicuramente è cresciuta maggiormente in termini di valore delle azioni quotate in borsa è Oncothyreon, la quale ha visto il valore delle proprie azioni aumentare del 14% nel corso del congresso e del 183% durante gli ultimi 12 mesi. Ignyta è stata anch'essa protagonista di una straordinaria crescita (+59%) per effetto della presentatione dei risultati di uno studio clinico su entrectinib. Si tratta del prodotto oncologico più avanzato di Ignyta,destinato al trattamento dei tumori con mutazioni del gene NTRK1/2/3. L'americana Immunogen, che sviluppa anticorpi per il trattamento del cancro, è cresciuta del 20% dopo aver presentato i risultati sullo studio condotto con MGN853, un farmaco per il trattamento del carcinoma ovarico. Le azioni di Juno Therapeutics (che molti indicano come possibile target di acquisizione) sono aumentate del 16% nel corso del congresso. Questo è probabilmente più dovuto all'annuncio dell'acquisizione di X-Body Biosciences per $21m, piuttosto che alla presentazione di dati clinici nuovi. Interessante osservare che le big del farmaceutico attive nel settore oncologico e che hanno presentato dati di studi e ricerche all'ASCO non hanno visto le loro azioni salire. Anzi in qualche caso sono calate di qualche punto percentuale come per AbbVie, Roche, BMS e AstraZeneca. Tra le peggiori performance vi sono quelle di Puma Biotechnology, le cui azioni sono crollate del 28% durante il congresso, questo perchè sono stati resi noti risultati insoddisfacenti relativi al nuovo farmaco dell'azienda, neratinib, per il trattamento del carcinoma mammario. (Fonte The Street)