Classifica 2014 delle aziende nel settore dei farmaci biologici

La classifica delle maggiori aziende nel settore dei farmaci biologici, secondo quanto riporta GlobalData, non ha subito grandi variazioni negli ultimi anni. Stilata in riferimento alle vendite, tale classifica vede Roche, Amngen, Novo Nordisk ed AbbVie ai primi posti. Roche annovera nella sua pipeline tre dei più utilizzati farmaci oncologici, che le hanno consentito di raggiungere la cifra di $30 miliardi in termini di vendite lo scorso anno. Amgen, che si trova la secondo posto, conta vendite per $17 miliardi, con prospettive di crescita per quest'anno, poichè nel suo portfolio ritroviamo l'antipercolesterolemizzante della classe dei PCSK9. Al terzo posto, Novo Nordisk, $14.2 miliardi per quanto riguarda l'ambito dei farmaci biologici, tallonata da AbbVie, $13.89 miliardi. Sanofi, al quinto posto, potrebbe vedere un rallentamento del suo blockbuster Lantus durante quest'anno, ma i nuovi lanci in ambito diabetologico potrebbero consentirle di mantenere la posizione e inoltre si trova molto vicina ad AbbVie in termini di vendite in quest'anno, $13.87 miliardi. Le altre posizioni vedono Johnson & Johnson, Pfizer e MSD. Chiudono la top 10 Eli Lilly e Biogen. Nella top 15, si registrano anche GSK, BMS e Novartis. Fattore essenziale che potrebbe cambiare le dinamiche del mercato dei biologici, e quindi, di questa classifica, sono sicuramente i biosimilari. A marzo, è stato approvato negli Stati Uniti il primo biosimilare Zarxio (Sandoz) di Neupogen (AbbVie), mentre in Europa i biosimilari di Ramicade stanno già influenzando in modo importante il mercato in alcune nazioni. Questi prodotti sono attesi negli Stati Uniti nel 2016, ma ovviamente ancora non si conosce il loro possibile prezzo. Anche Lantus, di Sanofi, dovrà fronteggiare la competizione con il biosimilare di Lilly e Boehringer Ingelheim in Europa per la metà di quest'anno e negli US per il 2016. Humira dovrà ugualmente misurarsi con le proprie versioni biosimilari. Difficile, però, prevedere quanto velocemente i biosimilari potranno influenzare l'utilizzo degli originator a livello globale. (Fonte FiercePharma)