Una dettagliata analisi del mercato dei biosimilari

Il quotidiano di Basilea Neue Zürcher Zeitung ha dedicato un lungo articolo al mercato dei biosimilari e alle sue dinamiche. Le industrie biotech si stanno sviluppando ad un tasso di crescita che ha pochi eguali e negli soli USA hanno generato un fatturato di circa $100bn (2017), che corrisponde al 50% delle vendite generate a livello globale. Probabilmente i più importanti prodotti dell’industria biotech sono i biosimilari che hanno raggiunto un volume di mercato che è stimato essere $1bn-$2bn e (dati della Zürcher Kantonalbank) e che corrisponde al 2% del mercato globale dei generici ($150bn) ma è stimato arrivare a generare $12bn-$30bn entro il 2020. Gli ambiti terapeutici su cui si sono concentrate maggiormente le aziende biotech che producono biosimilari sono quello oncologico e quello delle malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide (RA) e la psoriasi. A soffrire della crescita dei biosimilari sono al momento soprattutto i blockbuster Avastin e Herceptin (cancro), Enbrel (RA) e Remicade (RA). I biosimilari vengono attualmente offerti ad un prezzo che è il 30% di quello dei corrispettivi blockbusters. Il market leader di questo giovane settore è Sandoz (controllata Novartis) che ha già 5 prodotti sul mercato (3 in Svizzera) e un market share del 50%. La seconda forza del mercato dei biosimilari è la sud coreana Celltrion e vi sarebbero molte altre aziende farmaceutiche pronte ad entrare nel settore anche perchè i costi di sviluppo sono inferiori a quelli per un farmaco tradizionale. Infatti Sandoz spende tra i $200m e i $500m per portare sul mercato un biosimilare che é una spesa decisamente inferiore a quella necessaria per lanciare un nuovo farmaco e che è stimata essere $750m-$900m.

(Fonte NZZ)