Dubbi e aspettativa su Moderna Therapeutics, la superstar tra tutte le biotech

Il Financial Times ha pubblicato un articolo piuttosto critico nei confronti della biotech di Cambridge (MA) Moderna Therapeutics che ha sviluppato una tecnologia basata sui “messanger RNA” che potrebbe rivoluzionare l’approccio terapeutico a molte patologie rare per le quali non esiste cura.

La biotech di Cambridge (MA)  è ancora un’azienda privata per la quale si parla ormai da anni di un’entrata in borsa da record. Negli anni il management ha raccolto finanziamenti privati per ben $2.6bn e questo ha spinto la valutazione della biotech alla cifra record di $7.5bn, un valore mai raggiunto da nessuna altra biotech non quotata in borsa. Tra i finanziatori più importante vi è Merck & Co. che ha sottoscritto un finanziamento di $125m. Secondo gli analisti di mercato se Moderna decidesse di entrare in borsa ora potrebbe raggiungere una valutazione di $8bn. Esistono però molti esperti che guardano a Moderno con scetticismo e questo perchè la biotech si è sempre mostrata reticente a fornire dettagli sulla tecnologia e sulla sua efficacie e questo non fa che aumentare le perplessità circa una tecnologia che di fatto non ha mai visto conferme cliniche. Emblematico in questo senso il caso della biotec Translate Bio, che ha sviluppato una tecnologia RNA molto simile a quella di Moderna e che è quotata in borsa da giugno. L’IPO non é stata un successo e infatti le azioni di Translate valgono ora circa la metà di quello che valevano al piazzamento.

Preoccupa inoltre il fatto che l’azienda è in perdita e non pare avere in programma di arrivare al break-even nei prossimi anni. Nel 2017 il fatturato è stato di $100m ma le perdite $240m, che non è però un dato che non preoccupa troppo i manager del gruppo perchè Moderna ha una disponibilitá di cash di circa $1.2bn, che le permette di sopravvivere per 4 anni anche senza nessun fatturato. L’articolo del FT si chiude con una nota molto critica sulle compensazione dei top dell’azienda. Le prime tre cariche del gruppo hanno guadagnato nel 2017 ben $40m che corrisponde al 15% dell’intera spesa R&D. In particolare, il CEO ha ricevuto nel 2017 $7m, il CFO $9m e il presidente ben $24m.

(Fonte FT)