Ecco come le autorità antitrust europee stanno valutando i mega merger ($222 miliardi)

Lo scorso anno sono stati annunciati tre importanti merger nel settore chimico del valore complessivo di €222bn e che l’autoritá antitrust europea starebbe valutando. I deal sotto esame sono: la fusione da $122bn Dow Chemical-DuPont, l’acquisizione di Monsanto ad opera di Bayer ($57bn) e di Syngenta da parte di ChemChina ($43bn). Pare che un parametro a cui le autoritá guardano con sempre maggiore attenzione sia se il mercato soffrirá di una ridotta offerta di prodotti innovativi per effetto del deal. In questo senso non sorprende che le autoritá avrebbero fatto già pervenire a Dow Chemical e Dupont un documento di 800 pagine nel quale viene descritto il rischio di impoverimento R&D per effetto della fusione dei due gruppi. In particolare secondo l’antitrust la fusione porterebbe ad una ridotta capacitá di fornire soluzioni innovative ai consumatori/client. A supportare l’affermazione delle autoritá vi sarebbe la dichiarazione del management dei due gruppi che hanno parlato di un taglio di $300m per attività R&D. I due gruppi chimici hanno negato che questo possa accadere e questo perchè sia Dow che DuPont hanno fatto importanti scoperte nel passato nel campo dei microorganismi per favorire la crescita di piante e nell’editing del patrimonio genetico delle piante e il nuovo gruppo, che nascerebbe dalla fusione, potrà beneficiare di queste scoperte proponendo nuovi prodotti. Importante ricordare che la ridotta capacitá di innovare e di proporre nuove soluzioni é stato il motive principale del fallito merger da $35bn tra Halliburton e Baker Hughes. (Fonte WSJ)