Gli analisti non approvano la scalata di Celgene a Juno Therapeutics

Gli analisti del mercato stanno valutando la possibile scalata a Juno da parte di Celgene. Nonostante vi siano molte opinioni discordanti tutti gli esperti concordano sul fatto che l’acquisizione sarà molto costosa ($8-$10bn) e che questa non risolverà a breve termine i problemi diJuno. Juno Therapeutics offre a Celgene la possibilità di entrare nel settore delle terapie CAR-T, che è un settore ancora in fase embrionale e i cui maggiori players sono Novartis e Gilead (Kite) ed entrambi non prevedono di poter generare solidi guadagni prima del 2022. Celgene ha bisogno di diversificare il suo portfolio perchè il suo blockbuster Revlimid inizierà a perdere quote di mercato a partire dal 2020 per effetto dei generici. Celgene ha ancora risorse finanziarie per mettere a segno acquisizioni multimiliardarie. Juno non ha ancora prodotti sul mercato e il suo migliore candidato JCAR017 (linfonoma non-Hodgkin) arriverà a generare $1bn ma è ancora in sperimentazione clinica Phase-I/II. Vi sono poi molti punti di domanda circa i rischi associati alla terapia sviluppata da Juno che ha portato alla morte di 3 pazienti nel luglio del 2016 perchè ha causato un abnorme rigonfiamento dei tessuti celebrali. Gli investitori sembrano non essere convinti dalla possibile acquisizione e infatti il titolo Celgene ha perso quasi il 3% mentre quello Juno ha guadagnato il 49%. Anche le altre aziende attive nel settore CAR-T hanno avuto una straordinaria giornata in borsa, infatti bluebird bio, Cellectis S.A e Sorrento Therapeutics hanno tutte registrato forti guadagni. (Fonte WSJ, Seeking, Reuters, 4invest)