I disturbi d’ansia possono accelerare l’invecchiamento cellulare

Problematiche legate all’ansia possono contribuire ad accorciare la lunghezza dei telomeri, elemento che rappresenta un indicatore di invecchiamento. Una nuova ricerca, pubblicata nei giorni scorsi nella rivista British Journal of Psychiatry, suggerisce che il processo, con un adeguato trattamento, può essere invertito. Lo studio, che ha coinvolto un ampio numero di soggetti, dimostra che le persone che presentano un disturbo d’ansia, avevano i telomeri più corti, anche confrontandoli con coloro che non avevano tali disturbi oppure venivano trattati per la problematica. I telomeri sono strutture a livello del DNA e coprono le estremità dei cromosomi. Con l’età, queste strutture si accorciano e per questo sono considerati indicatori dell’invecchiamento cellulare. In alcuni studi è stata dimostrata una connessione tra depressione ed accorciamento dei telomeri. La nuova ricerca ha esplorato invece il legame tra disturbo d’ansia e questo indicatore di invecchiamento. In particolare, operati i dovuti aggiustamenti, i ricercatori hanno stimato un’accelerazione nell’invecchiamento di 3.5-5 anni nel sottogruppo affetto da fobia sociale, 4-6 anni nel panico con agorafobia e 5.5-8 anni nel disturbo generalizzato da ansia, nel confronto con il gruppo di controllo. Come hanno sottolineato i ricercatori, al momento non c’è alcuna implicazione clinica, ma ricerche future potranno studiare se alcuni interventi sulla problematica d’ansia possano avere un effetto, non solo sui sintomi di natura psichiatrica, ma anche sulla fisiologia dei pazienti.
(Fonte Medscape)