Il positivo trend della chimica giapponese

Il 31 marzo si è chiuso l’anno fiscale per molte aziende giapponesi e da una prima analisi del settore chimico appare chiaro che la chimica giapponese sta crescendo ben oltre le aspettative degli esperti. Tra le grandi solo Teijin e Tokuyama hanno riportato perdite nel 2014, mentre tutte le altre hanno mostrato forti miglioramenti nei fatturato ma soprattutto nella profittabilità rispetto all’anno precedente. Teijin sta già correndo ai ripari e ha infatti già annunciato l’intenzione di voler chiudere l´impianto per la produzione di policarbonato a Singapore (scarso guadagno) e la dismissione della divisione relativa al dimetil tereftalato (insostenibile concorrenza cinese). Tokuyama ha riportato perdite per 65 miliardi di yen attribuibili a due impianti in Malesia destinati alla produzione di silicio policristallino che sono stati completati nel 2013 ma non sono ancora stati messi in funzione per problemi tecnici. Sull’altro versante é la concorrente Mitsubishi Chemical che ha invece riportato un miglioramento dei guadagni dell’89%, grazie soprattutto alle ottime acquisizioni messe a segno nell´ultimo periodo (Tayo Nippon Sanso). Sumitomo Chemicals ha riportato un aumento importante dei profitti del 41%, grazie ad una miglioramento dell´andamento delle vendite in Giappone e all’indebolimento dello yen rispetto al dollaro. Toray Industries ha visto i profitti aumentare del 19% grazie al rafforzamento del mercato interno e di quello cinese soprattutto in relazione alle resine polimeriche. Asahi Kasei è cresciuta ad un ritmo moderato rispetto alle concorrenti e infatti I profitti sono aumentati nel 2014 del 4.3% e questo perché la chimica per l´edilizia e per il farmaceutico hanno realizzato volume di vendite inferiori alle aspettative.
(fonte IHS)