Il problema della scomparsa dell’elio

L’elio, che si forma per fusione di due atomi di idrogeno nel nucleo delle stelle, è sicuramente uno dei più abbondanti elementi dell’universo. Nonostante questo, le riserve di elio della terra si stanno velocemente impoverendo perchè, essendo troppo leggero per essere trattenuto dalla gravità terrestre, tende ad essere disperso nello spazio. Alcuni ricercatori stimano che, tenuto conto del consumo che se ne fa sommato alla perdita per diffusione nello spazio, le riserve di questo elemento protrebbero raggiungere un livello critico già nei prossimi 25-30 anni. Esistono due tipi di elio: elio-4 ed elio-3. L’elio-4 è il più diffuso ed il suo principale utilizzo è come liquido di raffreddamento a -269°C di grossi magneti MRI. Ognuna di queste macchine ne usa almeno 1700 litri per poter funzionare e mantenere il forte campo magnetico. L’elio-4 viene normalmente estratto da rocce o dalle riserve di gas naturale che ne contengono tracce. Purtroppo, la sua estrazione per distillazione da gas è un processo molto costo che molte ditte impegnate in questo settore preferiscono non condurre e rilasciano quindi l’elio nell’aria. L’elio-3 ha una sola applicazione che è quella nei rivelatori di radioattività e viene ottenuto per decadimento del trizio nei reattori nucleari. Al momento le soluzioni allo studio per preservare le riserve di elio prevedono lo sviluppo di macchine MRI con possibilità di un buon riciclo di questo elemento e in parallelo di magneti che non richiedono raffreddamento con elio. Magneti che funzionano anche senza elio sono già stati sviluppati in forma di prototipo, ma hanno ancora costi proibitivi, circa 5 volte più dei magneti attualmente in uso, quindi la ricerca di soluzioni efficaci al problema dell’elio è ancora in corsa più che mai.
(Fonte C&I)