Il triste bilancio della ricerca per una terapia contro l’Alzheimer

L’Alzheimer è una patologia che colpisce 44 milioni di persone al mondo con altissimi costi sociali, che ad esempio in US sfiorano i $249bn pa. Vi sono al momento solo 4 farmaci approvati per allievare gli effetti di questa malattia fortemente invalidante e il più recente, Namenda, è stato approvato ben 14 anni fa. Quello che però preoccupa è il fatto che le pipeline delle grandi aziende farmaceutiche sono quasi vuote dopo i falliti trial clinici con le molecole sperimentali di Merck, Eli Lilly e Lundbecki. La teoria che prevede che le placche amiloidi che si formano nel cervello sono la causa e non la consequenza dell’Alzheimer sembra vacillare sempre di più e le speranze sono ora tutte riposte in  Aducanumab di Biogen. Biogen riporterà però solo nel 2019 i risultati relativi agli effetti della sua soluzione terapeutica e vi sono già molti dubbi sulla pericolisità del farmaco, che pare portare a ingrossamento del cervello quando sovradosato. Degno di nota l’approccio terapeutico scelto da alcune giovani aziende come Denali, che ha raccolto $349m di finanziamenti per sviluppare una immunoterapia contro l’Alzheimer. Lo stesso approccio è stato scelto da Alector che ha raccolto $205m (AbbVie). Yumanity, ha invece ricevuto $51m dagli investitori per sviluppare un farmaco che si basa sulla terapia nota come  “protein misfolding”.