Inibitori della PCSK9, quali le strategie possibili?

Con l’imminenza delle possibili approvazioni dei farmaci appartenenti alla nuova classe degli inibitori della PCSK9, progettati per controllare i livelli di colesterolo, si sta preparando una importante discussione circa il prezzo che verrà concordato per il rimborso. Le aziende interessate a questa “battaglia” sono al momento Amgen e Sanofi, poichè i loro farmaci sono nelle fasi finali dell’iter normativo. I due gruppi sembrano ever comunque già definito le strategie. Sanofi, in partnership con Regeneron, stanno pensando di lanciare Praluent mettendo a disposizione i due dosaggi da 75mg e 150mg ogni due settimane, mentre Amgen lancerà Repatha 140mg, da somministrare ogni due settimane, e la dose da 420mg, a somministrazione mensile. Entrambi i prodotti richiedono un’iniezione. Praluent 75mg offrirà l’opzione di iniziare il trattamento con una dose bassa, che rappresenta anche l’approccio meno costoso, elemento molto interessante per le logiche di rimborso, con la possibilità salire alla dose più elevata, più costosa, se l’obiettivo clinico prestabilito non fosse raggiunto. Difficile definire ora quanto meno costoso potrà essere il dosaggio più basso, ma alcune analisi inidviduano un possibile costo annule per i 75mg pari a $5,000 all’anno, mentre per il 150mg il costo potrebbe essere il doppio. Per quanto riguarda Repatha, alcuni analisti ritengono che Amgen potrebbe definire un costo uguale per entrambi i dosaggi, e cioè $10,000 all’anno, che potrebbe indirizzare l’utilizzo verso la soluzione mensile. Secondo quanto ha riportato Reuters, Amgen non sarebbe intenzionata a definire un prezzo minore per il dosaggio da 140mg poichè in pazienti con livelli di colesterolo LDL molto elevati, come sono i soggetti individuati per questo trattamento, la dose più elevata sembra funzionare meglio. Una differenziazione più importante tra Praluent e Repatha potrebbe essere definita nei prossimi due anni, quando saranno disponibili i risultati sugli eventi cardiovascolari, per cui, al momento, i due prodotti potrebbero, una volta approvati, essere considerati dai sistemi di rimborso come intercambiabili, elemento fondamentale soprattutto negli Stati Uniti. Inoltre, secondo alcune valutazioni, un prezzo di $10,000 all’anno per una terapia destinata al controllo dei livelli di colesterolo a lungo termine potrebbe essere valutato elevato, soprattutto in questo periodo, nel quale molto si è discusso per il rimborso di alcuni trattamenti per l’epatite C, che prevedono una durata di sole 12 settimane.
(Fonte FiercePharmaMarketing)