Ipoglicemia in pazienti insulino-trattati, correlazione con eventi cardiovascolari

E’ stata pubblicata online nella rivista Diabetes Care una ricerca nella quale si evidenzia come pazienti in trattamento insulinico che vadano incontro ad episodi di ipoglicemia, presentino un aumento del rischio di eventi cardiovascolari e di mortalità per tutte le cause, indipendentemente dal tipo di diabete (1 o 2) del quale sono affetti. Secondo quanto sottolineato dal Dr Sanjay Paul, uno dei principali autori dello studio e Direttore della divisione trial clinici e biostatistica al QIMR Berghofer Medical Research Institute, Brisbane, Australia, si tratta del primo studio che analizza dati del mondo reale che combinano pazienti affetti da diabete di tipo 1 e di tipo 2, facendo riferimento quindi ad una popolazione rappresentativa. I risultati confermano quanto rilevato nello studio ACCORD, relativo ai diabetici di tipo 2, e attribuiscono ulteriore evidenza riguardo alla correlazione tra ipoglicemia e eventi cardiovascolari in pazienti affetti da diabete di tipo 1. Il team di ricercatori ha condotto un’analisi retrospettiva dei dati del Clinical Practice Research Datalink nel Regno Unito che riguarda 265868 pazienti trattati con insulina, per i quali era stato diagnosticato il diabete tra il 2001 ed il 2007. Oltre all’aumento del rischio per eventi cardiovascolari e della mortalità per tutte le cause, gli autori hanno valutato anche l’intervallo di tempo medio che è intercorso tra il primo episodio di ipoglicemia ed il primo evento cardiovascolare, che è risultato essere di 1 anno e mezzo, sia nei pazienti di tipo 1 che di tipo 2, con la conferma che il rischio persiste per mesi ed anni. Una maggiore attenzione, sottolineano i ricercatori, deve pertanto essere prestata ai pazienti in trattamento insulinico che riportano un evento ipoglicemico, limitando il più possibile l’incidenza di eventi ipoglicemici futuri. Il Dr Sanjay Paul sta conducendo uno studio nel quale verranno analizzati dati relativi al monitoraggio continuo della glicemia al fine di sviluppare una metodologia per predire l’ipoglicemia in pazienti di tipo 1 e 2, per consentire ai medici di predisporre misure precauzionali nel trattamento di questi pazienti.
(Fonte Medscape9