La guerra tra petrolio e shale gas

L’Arabia Saudita sembra non avere alcuna intenzione di ridurre l’output produttivo di greggio nonostante il prezzo abbia raggiunto livelli quasi insostenibili. In una recente dichiarazione, il ministro saudita del petrolio ha affermato che il suo paese non taglierà la produzione nemmeno se il prezzo del petrolio scende sotto i 20 dollari il barile. Nel frattempo si osserva una sovrapproduzione di alcani a livello globale soprattutto a causa dei produttori di shale gas americano e il rallentamento del consumo di petrolio e sui derivati da parte della Cina. La volontà di mantenere l’output produttivo è dettata dalla strategia di non cedere market share in favore dello shale gas, anche a costo di ridurre i profitti fino ad un livello quasi insostenibile. Il governo americano sembra però aver replicato ai sauditi con l’aumento della quota di greggio americano per l’esportazione, aumentando ulteriormente la disponibilità di greggio a livello mondiale.
(Fonte ICIS)