L’acquisizione dell’anno a rischio, AbbVie riconsidera il deal di Shire

L’americana AbbVie ha informato stanotte a sorpresa il management di Shire che sta riconsiderando alcuni aspetti dell’acquisizione annunciata lo scorso luglio e che creerebbe uno dei più grandi gruppi farmaceutici al mondo. Sembra che all’origine delle perplessità di AbbVie vi siano le recenti riforme introdotte dall’amministrazione Obama che puntano ad evitare il fenomeno detto “tax Inversion”, che permette a ditte statunitensi di spostare la sede fiscale all’estero per effetto di un’acquisizione e questo sarebbe molto importante per i capitali guadagnati all’estero. Nel caso di AbbVie, si parlerebbe di oltre $10bn di capitale che risiedono all’estero e che riceverebbero una tassazione privilegiata per effetto della “tax inversion”. Se AbbVie dovesse recedere dall’accordo, si troverebbe nella posizione di dover pagare una penale a Shire che oscillerebbe tra i $500m e $1.5bn.
Di fatto, l’accordo Abbvie-Shire potrebbe diventare la prima vittima delle nuova riforma, che già la settimana scorsa aveva causato l’interruzione delle trattative tra l’americana Salix e l’italiana Cosmo Pharmaceuticals ($2.7bn)
Il Board di AbbVie si riunirà la prossima settimana per prendere una decisione.
(Fonte WSJ e FT)