Le big della chimica giapponese verso una migliore profittabilità

La chimica fine giapponese ha sempre sofferto di una bassa profittabilità a fronte però di una buona posizione di mercato e ottima qualità di prodotti. Il 2014 sembra essere stato però l’anno della svolta, con la maggior parte delle grandi della chimica giapponese che hanno migliorato i profitti. Le eccezioni sono Teijin e Tokuyama. La prima è nel mezzo di un importante processo di ristrutturazione che include anche la chiusura di un impianto per il policarbonato e uno per il dimetiltereftalato. Tokuyama invece ha avuto una forte incidenza sulle performance finanziarie della sorte dei due impianti per il silicio policristallino, completati nel 2013 e mai messi in funzione. Al contrario, le altre della chimica fine del Giappone hanno registrato eccellenti risultati, anche grazie allo Yen debole. Mitsubishi Chemical ad esempio ha annunciato il raddoppio del profitto netto. Sumitomo Chemical ha riportato un miglioramento dei profitti del 92%. Toray Industry invece ha riportato un aumento del guadagno netto del 27% rispetto al 2013, grazie soprattutto alle performance della divisione plastics. Asahi Kasei ha visto i suoi profitti netti aumentare del 34%, anche in questo caso sono stati i polimeri a guidare la crescita.
(Fonte IHS)