Le nuove prospettive offerte dai “farmaci digitali”

I farmaci digitali stanno diventando una realtà concreta, poche settimane fa ad esempio la FDA ha approvato Abilify di Otsuka Pharmaceutical un prodotto antipsicotico con dentro un sensore, sviluppato da Proteus Digital Health il quale dovrebbe aiutare i pazienti con depressione a mantere la disciplina necessaria per assumere regolarmente il prodotto. Il nuovo farmaco agisce grazie un segnale mandato dal sensore ad un app sul cellulare la quale manda un messaggio al medico curante per informarlo della corretta assunzione del farmaco. Il fatto che Abilify sia un farmaco vecchio ormai di 15 anni fa pensare che la digital medicine potrebbe estendere la vita a farmaci che stanno perdendo la protezione brevettuale, e questo grazie a nuovi brevetti che riguardano la combinazione vecchio farmaco + nuovo sensore. Interessanti in questo senso le attività di ELi Lilly, che sta sviluppando una “smart pen” che dovrebbe essere in grado di mandare wireless dati sulla dose di insulina iniettata ad un app sul cellulare del paziente e del medico. Questo progetto giustifica l’acquisizione da $30m fatta da Eli Lilly, che aveva acquisito lo scorso anno la canadese Class AP, un’azienda che ha sviluppato un software per controllare il dosaggio di insulina in smart pen. Questi nuovi farmaci pongono però nuovi problemi etici sul potere che le aziende farmaceutiche ottengono con l’acquisizione di dati sui pazienti attraverso i loro sensori, ma a riguardo manca ancora una precisa legislazione. Le Venture Capital sono particolarmente attive nel finanziare questo nuovo settore con circa $4bn investiti su base annuale.

(Fonte FT)