Luci ed ombre sul futuro del farmaceutico

Nel 2014, FDA ha approvato 41 nuovi farmaci, tra i quali il molto atteso Opdivo di Bristol-Myers Squibb, che dovrebbe aprire una nuova era nella lotta contro il cancro. Il numero di farmaci approvati è ragguardevole se confrontato con la media annuale dell’ultimo decennio che è di 26 farmaci. E’ necessario risalire al 1996 per avere un numero comparabile di farmaci approvati. Questo testimonia una notevole vitalitá dal punto di vista scientico del mercato farmaceutico e a conferma di ciò, vale la pena riportare che le top del pharma hanno migliorato il ritorno economico del loro investimento nella ricerca da 5.1% (2013) a 5.3% (2014). Una più attenta analisi mostra però che l’innovazione viene sempre di più dall’esterno delle aziende e non da programma di ricerca interni. Pare infatti che il 60% delle nuove molecole sviluppate dalle top 12 del pharma siano state generate attraverso acquisizioni o cooperazioni con enti esterni. Una sfida che ha davanti a sè l’industria farmaceutica è la spesa sanitaria sempre più ridotta dei governi e il continuo crollo del prezzo di vendita dei farmaci. Secondo un report di Deloitte, entro il 2018 la spesa sanitaria diminuirà dal 10.6% del PIL globale al 10.3%. La riduzione dei prezzi dei farmaci influenza direttamnte la profittabilitá delle big del pharma. Infatti, nel 2013, il profitto delle top 10 a livello mondiale e´stato del 67%, che rappresenta un valore ragguardevole se confrontato con altri settori industriali, ma è di lunga al di sotto di quello che era il profitto medio di dieci anni fa, che si aggirava attorno al 74%. Nonostante questo, il mercato dell’healthcare, che ha raggiunto la straordinaria cifra di 1230 miliardi di dollari, è destinato a crescere nei prossimi 4 anni del 5.2%. anche se l’incremento avrà tassi diversi a seconda della zona geografica considerata. L’Europa crescerà del 2.4%, il Nordamerica del 4.9%, mentre l’Asia avrá un tasso di crescita quasi doppio: 8.1%. A dettare la crescita sono due fattori, quello demografico (aumento della popolazione mondiale e tasso medio di invecchiamento) ed economico (i cittadini dei paesi emergenti avranno un sempre milgiore potere d’acquisto). Se si combinano le due consideazioni fatte, cioè le buone prospettive di crescita del farmaceutico e il fatto che la maggior parte dell’ínnovazione viene dall’esterno delle aziende, si capisce perchè i processi M&A hanno un peso sempre maggiore nelle strategia di crescita delle multinazionli del pharma. Infatti, l’anno scorso le acquisizioni e fusioni in questo settore hanno generato un volume di $250bn e per il 2015 gli analisti si aspettano una cifra addirittura superiore.
(GoINPHARMA)