Nuove terapie antibiotiche, quali prospettive?

Durante l'IDWeek 2017, organizzato dalla Infectious Disease Society of America (IDSA), è stato fatto il punto sul panorama delle nuove sostanze in grado di contrastare le infezioni batteriche. Uno dei farmaci recentemente approvati da FDA è la combinazione a dose fissa di meropenem e vaborbactam (Vabomere) di Medicines Company, utilizzato nel trattamento di pazienti adulti che presentino infezioni urinarie acute o pielonefriti. Il prodotto agisce sui Gram negativi e sarà disponibile sul mercato nelle prossime settimane. Ugualmente già approvato da FDA è Baxdela (delafloxacin) di Melinta Therapeutics. È un farmaco indicato nel trattamento delle infezioni batteriche cutanee, ma è attualmente studiato per la polmonite acquisita in comunità (CAP- community acquired pneumonia). In quest'ultima patologia, risultati di Fase III molto interessanti si sono ottenuti con lefamulin, di Nabriva Therapeutics. Il farmaco sembra attivo anche su ceppi batterici resistenti alle terapie normalmente utilizzate. Anche Paratek Pharmaceuticals, con il suo farmaco omadaciclina, sta lavorando in questa stessa problematica, come Merck & Co., che ha in Fase III il proprio relebactam. Interessante sembra cefiderocol, di Shionogi, cefalosporina attiva su ceppi resistenti di Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter baumannii. Iclaprim (Motif BioScience) mostra la particolarità di concentrarsi sui siti di infezione a livello cutaneo e nei polmoni e per questo motivo l'azienda sta effettuando degli studi per patologie infettive che interessino questi distretti. Attualmente in studio per le infezioni urinarie è plazomicin, di Achaogen, che sembra attivo sulle infezioni da Enterobacteriaceae multiresistenti. Eravaciclina (Tetraphase Pharmaceuticals) è invece in fase avanzata di studio per le infezioni intraddominali complicate, causate da batteri resistenti alle attuali terapie. (Fonte Medscape)