Opdivo e CheckMate-057: dettagli

Nei giorni scorsi al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO), Bristol-Myers Squibb ha presentato i dati dettagliati relativi allo studio di Fase III CheckMate-057, disegnato per valutare l'inibitore PD-1 Opdivo (nivolumab) confrontato con la chemioterapia con docetaxel, che rappresenta lo standard-of-care, in pazienti già sottoposti a trattamento per carcinoma polmonare non a piccole cellule non squamoso, la più comune forma di tumore a carico del polmone. Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario, tanto che un Data Monitoring Committee indipendente aveva raccomandato l'interruzione anticipata del trial. Il risultato primario ha prodotto una riduzione significativa del 27% per quanto riguarda il rischio di progressione della patologia o morte vs docetaxel. Il trial ha valutato inoltre l'efficacia di Opdivo confrontato con docetaxel rispetto ai livelli di espressione di PD-L1, 1%, 5% e 10%. Come atteso, la OS (overall survival) media nel gruppo Opdivo è stata superiore in modo significativo per tutti i tre livelli di espressione di PD-L1 considerati (maggiore o uguale a 1%, 5% e 10%). Qualche perplessità ha dato invece la mancanza di beneficio rispetto a docetaxel nei tre gruppi con una espressione di PD-L1 bassa (<1%, <5%, <10%): infatti, la OS media si è dimostrata leggermente superiore nel gruppo Opdivo con una espressione <1% e minore rispetto a docetaxel negli altri due. (Fonte Business Wire)