Il preoccupante aumento dell’incidenza della malaria, ormai raggiunti i 700000 morti all’anno.

La rivista scientifica Nature ha pubblicato una lunga e dettagliata review dedicata al drammatico aumento dell’incidenza della malarie nelle zone più povere del globo, dove è la prima causa di morte con 450000-700000 decessi all’anno. Le terapie più efficaci sono ancora quelle a base di artemisinina (ACT) ma queste terapie si mostrano a volte inefficaci su nuovi ceppi del protozoo unicellulare Plasmodium falciparum. Infatti nel 2015 sono stati riportati molti casi di farmaco-resistenza nei cinque stati della regione del Mekong Cambodia, Thailand, Vietnam, Laos e Myanmar. Uno studio (Nature) condotto nel 2014 da un team di scienziati dell’università di Tolosa e guidato da Frederic Arye ha dimostrato che la farmaco-resistenza osservata in quella regione è dovuta ad una modifica a livello del gene Kelch 13. I paesi della regione del Mekong assieme alla WHO hanno sviluppato un piano di controllo della malattia da $41m a cui si sono aggiunte donazioni da $20m dalla Bill & Melinda Gates Foundation e Asian Development Bank. Un’importante parte del piano di controllo è la precisa individuazione del protozoo attraverso l’impiego di nuovi strumenti diagnostici perchè quelli attuali si sono rivelati in molti casi inefficaci. Le zone del Congo e del delta del Niger in Africa sono però le zone dove la malaria falcia più vittime in assoluto con oltre 90 decessi per 100000 persone pa.

(Fonte Nature)