Prospettive di crescita previste per il mercato dei farmaci orfani

In un report compilato recentemente da Thomson Reuters emerge come tre dei sette prodotti da osservare per il 2016 siano farmaci orfani e si prevede che tutti e tre diventeranno blockbuster per il 2020. L’acido obeticolico di Sumitomo Dainippon Pharma, destinato al trattamento delle patologie epatiche croniche, per il quale si prevedono vendite pari a $2.62 miliardi per il 2020, se verrà approvato, rappresenterà il primo trattamento autorizzato in più di vent’anni per la cirrosi biliare primaria. Venetoclax, di AbbVie, trattamento per la leucemia linfatica cronica e Uptravi, di Actelion, destinato per la terapia dell’ipertensione arteriosa polmonare e già approvato da FDA, chiudono la lista dei farmaci orfani più promettenti. Questa tipologia di farmaco sta assumendo sempre maggiore importanza: basti pensare che nel 2015 l’Agenzia statunitense ha autorizzato 45 nuovi prodotti, dei quali 21 hanno ricevuto la designazione di Orphan Drug. Negli Stati Uniti, si definisce farmaco orfano un prodotto destinato al trattamento di patologie che colpiscono meno di 200000 pazienti e questo status assicura sette anni di esclusività di mercato, con un credito fiscale pari al 50% sui costi sostenuti per la ricerca e lo sviluppo. In Europa, l’esclusività sale a 10 anni. Evaluate Pharma stima che il mercato globale dei farmaci orfani si attesterà sulla cifra di $178 miliardi, rispetto ai 97 miliardi di dollari registrati nel 2014. Questa crescita prevista è due volte più veloce rispetto al mercato farmaceutico totale.
(Fonte BioPharmaDIVE)