Risonanza magnetica funzionale su pazienti in stato vegetativo mostra segni di processi cognitivi

E’ stato pubblicato uno studio nella rivista Neurology che, utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI), mostra segni di un elevato livello di processi cognitivi ritenuti essenziali per la coscienza e la consapevolezza in soggetti ritenuti in uno stato vegetativo dovuto a gravi lesioni cerebrali. Lo studio ha rilevato che di 8 pazientigiudicati in uno stato vegetativo, 3 hanno dimostrato uno stato mentale di riconducibile almeno ad un livello minimo di consapevolezza. I dati potrebbero suggerire un miglioramento nella determinazione dello stato dei pazienti, alcuni dei quali potrebbero essere coscienti, senza essere in grado di dimostrarlo, rientrando invece in una diagnosi di stato vegetativo. Poichè si ritiene che le connessioni tra il talamo e la corteccia siano importanti per mantenere lo stato di coscienza, i ricercatori che hanno condotto lo studio si sono concentrati su questa regione cerebrale, conducendo una serie di test. Come ha dichiarato il Dr. Martin Monti, autore principale del trial, una delle teorie circa le ragioni per le quali si perde lo stato di coscienza e poi lo si recupera riguarda il fatto che la connessione tra il talamo e la corteccia prefrontale diventi ipoattiva. La mancanza di attività sembra correlata all’assenza di coscienza, mentre la connessione si ripristina nel momento in cui si riprende conoscenza. E’ stato rilevato come pazienti con lesioni cerebrali traumatiche abbiano una situazione da questo punto di vista migliore rispetto a coloro che abbiano subito danni non traumatici, come ad esempio, quelli causati da uno stroke, poichè le cause non traumatiche tendono a danneggiare il cervello ad un livello più profondo. Come viene comunque rilevato nell’editoriale che accompagna l’articolo, questi risultati potrebbero contenere dei bias dovuti ad esempio al tipo di selezione effettuata nell’arruolamento per lo studio, ma la ricerca rappresenta un possibile strumento per la valutazione di questa popolazione di pazienti.
(Fonte Medscape)