Saturimetro: i valori normali

Hai mai sentito parlare del saturimetro o pulsossimetro?

Si tratta di un pratico strumento che viene posizionato sull’indice della mano e restituisce in tempi rapidissimi il valore di saturazione di ossigeno nel sangue.

Ma cos’è la questa saturazione? E quali sono i valori normali del saturimetro?

Cerchiamo di scoprirlo insieme.

Saturimetro valori normali

Ormai puoi trovare un saturimetro in ogni farmacia ed è una buonissima cosa.

Anzi, sarebbe fantastico che ogni famiglia ne tenesse uno in casa, come si fa col termometro per misurare la febbre.

La misurazione della saturazione, infatti, può aiutare a riconoscere per tempo una grande varietà di patologie anche gravi, che possono così essere prontamente trattate.

Qui di seguito ti presentiamo saturimetro valori normali:

1. Che cos’è la saturazione dell’ossigeno nel sangue?

saturazione-dellossigeno-nel-sangue

Cerchiamo di capire bene cosa significa questo parametro, che sembra complicatissimo dal nome ma che in realtà ci racconta delle cose molto semplici!

L’emoglobina è una molecola contenuta nei globuli rossi.

Essa si lega all’ossigeno e permette a questo gas, essenziale per la vitalità delle nostre cellule, di raggiungere tutti i tessuti dell’organismo.

Nel sangue abbiamo una certa quantità di emoglobina. Una quota trasporta ossigeno mentre un’altra parte, di solito molto piccola, non è ossigenata.

La saturazione è semplicemente la percentuale di emoglobina ossigenata rispetto alla quantità totale di emoglobina.

Se io avessi 100 molecole di emoglobina nel mio sangue, una saturazione dell’ossigeno al 97% vorrebbe dire che 97 delle mie molecole stanno trasportando ossigeno. Le altre tre no.

Possiamo dire quindi che la saturazione misura l’ossigenazione del sangue.

RICORDA

La saturazione di ossigeno può variare in diverse condizioni fisiologiche, come un’intensa attività fisica, oppure può essere il campanello d’allarme di una patologia ben più grave.

2. I valori normali di SpO2 (saturazione di ossigeno)

Mettendo il pulsossimetro o saturimetro sul dito, appariranno dei valori:

  • Il numero in alto rappresenta la percentuale di ossigeno o meglio, la percentuale di emoglobina satura di ossigeno. In poche parole, la saturazione.
  • Il numero in basso è la frequenza cardiaca espressa in battiti per minuto.

Ottimo. Adesso non ci resta altro che scoprire quali sono i valori ottimali della saturimetria.

  • I valori normali di SpO2 vanno da 97% a 100%
  • Qualche linea guida estende i valori normali da 95% a 100%
  • I valori inferiori al 90% indicano una bassa saturazione e richiedono generalmente la somministrazione di ossigeno supplementare.

In realtà, possiamo ulteriormente suddividere la condizione di ipossiemia in:

  • Lieve: saturazione tra 91% e 94%
  • Moderata: saturazione tra 86% e 90%
  • Grave: saturazione inferiore a 85%

Insomma: una saturazione al 50% non è “a metà”come si potrebbe pensare! Al contrario, indica una situazione quasi incompatibile con la vita.

Nota bene: questi criteri non si applicano a persone che hanno malattie polmonari croniche come la BPCO e l’asma.

Questi pazienti devono sempre consultare il proprio medico, così da contestualizzare i valori di saturazione con il loro stato di salute generale.

3. Come misurare il livello di ossigeno nel sangue?

Oggi misurare la saturazione dell’ossigeno è semplicissimo, tanto che si può fare comodamente da casa.

È un gesto semplice come misurare la febbre con un termometro!

Questo è stato possibile grazie all’introduzione nel mercato del pulsossimetro da dito.

Questo strumentino va “pinzato” alla punta di un dito qualsiasi della mano (generalmente l’indice).

A questo livello invia delle onde luminose che colpiscono le molecole di emoglobina, vengono riflesse in un’altra lunghezza d’onda – proporzionale alla quantità di emoglobina satura di molecole di ossigeno – e questo segnale viene letto da un sensore.

Un buon saturimetro da dito deve essere rapido e preciso nella risposta, intuitivo nell’uso e resistente ai danni del tempo.

  • Le misurazioni di solito richiedono pochi secondi
  • Alcuni pulsossimetro da dito funzionano male in pazienti che hanno bassa perfusione delle dita
  • La pigmentazione scura della pelle e l’uso di smalti possono mettere in difficoltà i saturimetri più economici

ATTENZIONE

È importante che le dita siano calde durante la misurazione della saturazione. Se per qualche motivo dovessi avere le dita molto fredde, puoi scaldarle sfregandole contro un panno caldo. Va bene anche la tua maglia!

4. Che succede quando l’ossigenazione del sangue è troppo basso?

Ok, abbiamo capito cos’è la saturazione e come si misura.

Quello che dobbiamo ancora capire però è che cosa succede al nostro corpo quando la quantità di ossigeno è troppo bassa e si instaura una condizione denominata ipossia.

In questo caso le cellule vanno in debito di ossigeno, non possono più produrre energia e lentamente i vari organi andranno in sofferenza.

Di solito una bassa saturazione di ossigeno manifesta una serie di sintomi. Alcuni di questi sono:

  • Fiatone
  • Mal di testa
  • Dolore al petto
  • Debolezza
  • Tachicardia
  • Confusione
  • Aumento della pressione
  • Problemi alla vista

Se la condizione persiste, si può iniziare a manifestare sintomi di cianosi.

La cianosi è data da un aumento dell’emoglobina non coniugata all’ossigeno ed è un segno avanzato di ipossia.

Si manifesta con una colorazione blu di pelle, labbra, mucose e unghie.

La cianosi è un’emergenza e il passo successivo potrebbe essere l’insufficienza respiratoria. Se la noti, rivolgiti immediatamente a un medico!

5. Aumentare i livelli di ossigeno nel sangue: si può!

Se hai misurato il tuo livello di ossigeno nel sangue e hai visto che è inferiore ai livelli ottimali, non disperare.

Le cause possono essere molte e alcune possono essere persino fisiologiche, come un esercizio fisico molto intenso.

Quindi cerca di non agitarti: la cosa migliore da fare è rivolgersi al proprio medico di famiglia.

Quando un paziente ha una bassa saturazione di ossigeno, bisogna somministrare ossigeno supplementare.

Dopodiché, vanno indagate le cause della bassa saturazione.

L’ossigenoterapia può essere fatta anche a casa. Tuttavia è considerato un farmaco e deve essere prescritto dal medico curante.

Inoltre, per utilizzare l’ossigeno, bisogna attuare delle accortezze, così da evitare spiacevoli complicazioni.

Non affidarti al fai da te.

Chiedi sempre un parere professionale, così da poter attuare le dovute terapie in totale sicurezza e avere la possibilità di risolvere la condizione che ha instaurato l’ipossia.

6. Quali sono le cause di una bassa saturazione di ossigeno

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Possono esserci moltissime cause alla base di una bassa saturazione di ossigeno.

Di solito sono patologie che riguardano le vie respiratorie, ma non solo:

  • BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva)
  • Sindrome da distress respiratorio acuto
  • Embolia polmonare
  • Edema polmonare
  • Asma
  • Pneumotorace
  • Difetti cardiaci congeniti
  • Malattie cardiache
  • Anemia
  • Fumo di sigaretta

Come vedi, principalmente si tratta di cause respiratorie.

In questo caso la saturazione di ossigeno nel sangue è dovuta alla scarsa capacità dei polmoni di inalare ossigeno ed espellere anidride carbonica.

Anche malattie del sistema circolatorio possono impedire al sangue di “raccogliere” una quantità di ossigeno sufficiente a garantire il nutrimento ai tessuti.

Una piccola precisazione riguarda i fumatori.

Se fumi molto, la tua saturazione d’ossigeno potrebbe essere ridotta.

Effettuando diverse misurazioni potresti accorgerti che l’andamento della saturazione è fluttuante.

Per avere un risultato preciso nei pazienti fumatori, molto spesso è necessario ricorrere a un prelievo arterioso ed emogasanalisi.

UN ECONOMICO SALVAVITA

Puoi acquistare il saturimetro in farmacia e nei principali shop online. Il prezzo oscilla tra i 10 e il 25 euro. Alla luce di ciò che abbiamo detto, sarebbe da pazzi non averne uno!

Fonti: