Teva in fase di recupero, debito sotto i $30bn e gli investitori premiano il titolo (+13%)

Pare che gli investitori siano convinti che il periodo più nero per il gruppo israeliano Teva sia ormai alle spalle e questo si riflette in un positivo momento per il titolo (Nasdaq) che ha guadagnato oltre il 13% nell’ultimo mese. Con la più recente trimestrale Teva ha presentato risultati ancora non positivi ma meno negativi di quello che si attendeva il mercato. Ha inoltre positivamente impressionato il fatto che il programma di taglio dei costi da $3bn procede come previsto. In una recente call con gli investitori il CFO McClellan ha comunicato che il numero dei dipendenti è stato ridotto di 6200 unità e che negli ultimi mesi si sono chiusi 10 siti produttivi. L’obiettivo del gruppo è ora di ridurre l’headcount di altri 3800 unità entro la fine del 2018 e 7800 entro la fine del 2019. Oggi durante un meeting con gli investitori Tomer Amitai, responsibile per investor relations ha comunicato che l’ultima trimestrale ha generato un tale cash flow che il debito è ora sotto i $30bn. Amitai ha inoltre dichiarato che il mercato dei generici rimane difficile ma si percepiscono segni di miglioramento, soprattutto sul fronte europeo. Il mercato USA sembra aver posto un freno al deterioramento con chiari segni di stabilizzazione e questo è di vitale importanza per Teva che è market leader. Il blockbuster Copaxone, rimane il farmaco più importante di Teva e questo nonostante abbia perso la sua protezione brevettuale. Amitai ha infatti oggi dichiarato che Sandoz e Momenta sembrano abbiano finora tolto percentuali minime di market share con il loro generico. Vi sono ora molte attese circa le performance di Austedo, che é stato lanciato da pochissimo e che ha già generato $30m (Q1 2018), e molte aspettative sono riposte anche nella nuova terapia per la cura dell’emicrania il cui lancio é ormai prossimo.