Ultimi sviluppi della saga Mylan-Teva-Perrigo

Perrigo ha annunciato di aver rifiutato anche la seconda offerta fatta da Mylan per il gruppo americano con sede fiscale a Dublino. Nel giustificare il rifiuto, il management di Perrigo ha comunicato che Mylan ha sottovalutato il valore dell’azienda e che questa seconda offerta è addirittura inferiore alla prima di inizio settimana. A dire il vero, la seconda offerta di Mylan non è peggiorativa perchè il pacchetto proposto era costituito da cash ($60 dollari per azione) e azioni Mylan (2.2 azioni Mylan per ogni azione Perrigo) e dalla prima offerta le azioni di Mylan sono aumentate di valore per effetto del tentativo di acquisizione della stessa da parte di Teva, la quale ha offerto pochi giorni fa $40bn per l’acquisto di Mylan. Il tentativo di acquisizione di Mylan da parte di Teva avrebbe portato alla creazione del leader indiscusso del generico, in quanto si sarebbero andati a combinare la prima forza mondiale nel generico (Teva) con la quarta forza del mercato (Mylan). Gli analisti vedono nel bid di Mylan per Perrigo un tentativo di difendersi da Teva e una chiara manifestazione di volontà di voler rimanere indipendenti. Ad ulteriore conferma di ciò c’è il fatto che pochi giorni fa Mylan ha fatto una variazione nel suo statuto introducendo quello che gli esperti chiamano “poison pill”, vale a dire una clausola che limita notevolmente i diritti e il potere di un eventuale nuovo azionista. Mylan è riuscita ad introdurre una norma particolarmente dura grazie al fatto che la sua sede fiscale è ad Amsterdam (per effetto del deal con Abbott Laboratories) e l’Olanda ha una legislazione che tende a proteggere molto le aziende in caso di attacco da parte di investitori esterni. Tutti e tre gli attori di questa operazione hanno visto le azioni salire notevolmente dall’inizio dell’anno per effetto dei tentativi di scalata. Le azioni di Mylan sono salite del +36.5%, quelle di Perrigo del 15% mentre quelle di Teva del 13.4%.
(Fonte Teva, Perrigo, Mylan)