Un batterio modificato ci farà dimagrire?

È stato presentato ad un congresso dell’American Chemical Society uno studio nel quale un team di ricercatori ha modificato il batterio E. coli Nissle 1917, presente nel microbi ora intestinale, allo scopo di far produrre al microrganismo le sostanze chiamate NAPEs (N-Acyl-Phophatidylethanolamine), che sono riscontrabili nell’intestino dopo un pasto e che vengono trasformate rapidamente in sostanze lipidiche denominate NAEs (N-Acyl-Ethanolamine). Queste ultime sono in grado di inibire l’appetito. La ricerca è stata condotta nei topi, ai quali è stata messa a disposizione dell’acqua, arricchita con il microrganismo modificato, e che hanno mostrato conseguentemente di mangiare di meno e di avere meno grasso corporeo. Inoltre, nonostante una dieta non favorevole, non hanno sviluppato diabete. I ricercatori hanno ulteriormente studiato queste sostanze, riscontrando che l’enzima essenziale per la trasformazione delle NAPEs in NAEs ha una presenza variabile. Per poter passare ora ad uno sviluppo clinico nell’uomo, sarà necessario lavorare sul batterio per inibire la sua trasmissione tra le persone e per evitare che popolazioni che non richiedono un intervento sull’appetito vengano esposte al microrganismo modificato.
(Fonte Natura ingredients.com)