Un primo bilancio dell’operato di Ian Read, CEO uscente di Pfizer

Lunedì il colosso farmaceutico Pfizer ha annunciato che Ian Read, da otto anni CEO, a fine anno lascerà la guida del gruppo all’attuale COO Arbert Bourla, un veterano di nazionalità greca da 25 in Pfizer.

Ian Read -classe 1953- è un CEO anomalo già dal suo background; infatti il capo di una delle più importanti multinazionali al mondo non proveniene da una scuola di business della Ivy Leage ma è un ingegnere chimico (Imperial College)  ed anche un ragioniere che ha iniziato la sua carriera in Pfizer nel 1978 in America Latina facendo auditing. Il suo importante task al momento della nomina è stato di portare a termine l’integrazione di Wyeth acquisita nel gennaio 2009 per $68bn e che ha portato a massiccie riduzioni di personale e riorganizzazioni. Da allora Ian Read non ha fatto altro che perseguire nuove importanti acquisizioni che non si sono però mai realizzate, come nel caso del tentativo di acquisizione di Allergan, per la quale erano stati offerti $160bn e di AstraZeneca (($118bn). Ad onor del vero Pfizer è riuscita comunque a mettere a segno importanti acquisizioni di minori dimensioni e infatti è tra i gruppi farmaceutici che negli ultimi anni ha investito di più M&A. Ian Read ha sempre prestato moltissima attenzione all’andamento del titolo in borsa e infatti la prima importante decisione presa subito dopo la nomina nel 2010 è stato il taglio della spesa R&D con la chiusura dell’importante centro ricerche di Sandwich (UK), una decisione che ha fatto subito schizzare il valore del titolo. La capitalizzazione del gruppo è triplicata dalla sua nomina nel 2010 ad oggi ed è ora di $261bn e secondo molti analisti ha ancora margini per crescere visto che il titolo ha un P/E di appena 12 mentre il valore medio del comparto è ben superiore. Sempre secondo gli esperti del settore Ian Read lascia un gruppo che ha ora una delle più ricche e promettenti pipeline tra le grandi del settore, con almeno 15 terapie sperimentali che promettono di diventare blockbuster con fatturati oltre il miliardo di dollari all’anno.