Una mutazione genetica può proteggere dal diabete?

Sono stati pubblicati nella rivista Science Advances i risultati di una ricerca che lega una mutazione genetica a una minore incidenza di diabete e a più bassi livelli di glicemia a digiuno. Alcuni ricercatori presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine, Chicago, hanno riscontrato tale mutazione solo in soggetti appartenenti a una comunità Old Order Amish in Indiana. Coloro che presentano tale mutazione sembrano vivere il 13% più a lungo (età media 85 anni vs 75) e mostrano di avere il 10% in più di lunghezza nei telomeri, indicatore di invecchiamento, rispetto ai soggetti appartenenti alla stessa comunità Amish che non hanno la mutazione. La variazione genetica interessa il gene SERPINE1. Inoltre, si sono riscontrati livelli inferiori di PAI-1 (plasminogen activator inhibitor 1). I ricercatori hanno trovato sorprendente come questo elemento interessi diversi sistemi nel corpo e influenzi la lunghezza dei telomeri (marker molecolare di invecchiamento), la glicemia a digiuno (marker metabolico di invecchiamento), pressione ed elasticità dei vasi (marker cardiovascolare di invecchiamento). Tali marker mostrano come i soggetti interessati dalla mutazione siano in qualche modo protetti dagli effetti dell’invecchiamento.
(Fonte Science Advanced)