Un’analisi dell’ultima ondata di acquisizioni registrata nel settore farmaceutico

Il Financial Times ha pubblicato un’analisi di quello che é il settore biotech dopo la nuova ondata di acquisizione. Nelle ultime settimane si sono registrati tre importanti acquisizioni: l’acquisizione di Tesaro per $5.1bn da parte di GSK, quella di Loxo ($8bn) da parte di Eli Lilly e naturalmente il mega deal da $90bn (con debito) che ha portato BMS ad acquisire la biotech Celgene.

Le tre acquisizioni hanno in comune il fatto che l’azienda che ha acquisito ha riportato un significativo crollo del valore del titolo subito dopo aver annunciato l’acquisizione, segno questo che il mercato non ha approvato la mossa dell’azienda.

Durante la JPMorgan Healthcare Conference che si è tenuta nei giorni scorsi a San Francisco gli esperti si sono interrogati sul reale valore delle acquisizioni e sulle motivazioni dietro a questa nuova stagione M&A.

È chiaro a tutti che le acquisizioni sono vitali per i grandi gruppi per poter arricchire la pipeline di nuovi prodotti, soprattutto quando le acquisizioni riguardano aziende molto più piccole che si dimostrano più vitali nell’innovazione delle grandi multinazionali. Infatti l’associazione del settore BIO, ha riportato che il 71% delle terapie in fase di sperimentazione clinica appartengono ad aziende biotech con un fatturato totale inferiore al miliardo di dollari.  A volte le acquisizioni non sono volte ad acquisire un portfolio di terapie ma bensì una particolare tecnologia o competenza come nel caso dell’acquisizione Ablynx, acquisita da Sanofi per €3.9bn per aver accesso ad una tecnologia per lo sviluppo di frammenti di anticorpi con proprietà terapeutiche.

Non tutte le acquisizioni portano però ad una miglioramento della pipeline ed ad un successivo aumento del fatturato. Un caso in questo senso lo da AbbVie, la quale pochi giorni fa ha annunciato l’interruzione del programma di speriementazione clinica per Rova-T una terapia oncologica sperimentale ottenuta con l’acquisizione del 2016 della biotech Stemcentrx, pagata ben $10.2bn. L’interruzione della sperimentazione clinica significa una riduzione dei futuri guadagni stimabile nell’ordine di $4bn.

(Fonte FT)